L'incontro della sera prima lo aveva sconvolto e lanciato in un vortice di sensazioni. Allo stupore iniziale era subentrata la rabbia, poi il dolore, infine la rassegnazione. Era tornato a casa convinto che la cosa non lo riguardasse, Failam aveva scelto di ignorare il suo amore, di uscire con un altro, di proseguire la strada senza di lui. E forse era giusto così. - E' quello che mi merito. - si disse Sharkey in un sospiro. Ma una volta solo, nel buio della sua abitazione, si accorse che non era pronto per lasciar andare Failam senza lottare, senza cercare di sapere, di capire. Aspettò che la notte passasse, e anche una buona parte della mattinata. Poi compose il numero di telefono della Matar e lasciò che squillasse.
Il cellulare ronzava già da un po' quando Failam, intenta a prepararsi, se ne accorse.
Corse a prenderlo per rispondere, ma il suo umore cambiò immediatamente quando il display le rivelò chi fosse il chiamante, memore delle sensazioni avute la sera prima di fronte al contrasto tra i pensieri di Louis e le domande di Denny.
Chiudere la comunicazione o lasciare che squillasse a vuoto?
Oppure rispondere?
Dopo averci pensato un po', premette il tasto verde - Pronto... - La voce tradiva nervosismo.
- Ci.. Ciao Failam. Sono Louis. - farfugliò lui, sentendosi immediatamente un idiota. Non avevano scambiato ancora dieci parole, che già si pentiva di averla chiamata. Per dirle cosa poi? - Come stai? - chiese. Una domanda stupida ma non riusciva a dire altro.
Un progetto universitario importante sarebbe potuto essere quello per permettere la telepatia attraverso la rete UMTS, rifletté la ragazza.
Ma dato che nessuno ci aveva ancora pensato, dovette affidarsi ai suoi sensi ridotti per condurre quella conversazione che così, in ogni caso, sarebbe stata alla pari.
- Sto bene. Tu... - Conversazione da record, sicuramente, ma la Matar non voleva fare alcun passo verso Sharkey, troppo restia, ancora, a concedere terreno ad una persona che non voleva essere limpida con lei.
Amore o no.
- Io me la cavo. - rispose lui interpretando come una domanda la frase interrotta della ragazza. Seguì un lungo silenzio. - Oh basta, mi sto rendendo ridicolo. - sbottò ad alta voce ma in fondo diretto più a se stesso che a Failam. - Sto qui a parlare del più e del meno come un deficiente... E' che non so assolutamente cosa dire. Ti ho vista con quel tipo ieri e insomma, so di non avere nessun diritto di impicciarmi della tua vita privata, ma vorrei sapere se non c'è più nessuna speranza per me... - parole sconnesse, confuse, come i pensieri che si accalcavano prepotenti nella testa di Sharkey.
La tensione della ragazza, come se fosse stata pronunciata una parola magica, scomparve quasi del tutto e la faccia le si illuminò con un sorriso. Si disse fortunata a non averlo di fronte, così che poté mantenere il punto trovato un tono di voce che non tradisse quel momento - Per te è un problema? Sei stato via mesi senza rispondermi e senza chiamarmi. Torni e credi che io dovessi star lì ad aspettare... sei un bel tipo tu. - Tacque volutamente ogni riferimento ai suoi rapporti con Denny.
- Io non credo niente Failam. - quanto il tono della ragazza era determinato, tanto quello di Louis era fiacco e spento. - Solo in quello che ti ho detto, e che non so se avrò il coraggio di ripetere. -
Maledizione.

In fondo, Louis era sparito per i soldi e per tenerla fuori da certi giri. Quello che la preoccupava erano taluni risvolti del carattere di Sharkey che sembravano essersi ridestati dopo quel viaggio. La sua impazienza e l'ira che teneva chiusa e che traspariva solo dai gesti, dagli sfoghi.
Ma se non fosse stata telepatica tutto sarebbe andato avanti senza remore e forse, quella sera in cui si era rifatto vivo, le cose si sarebbero svolte in modo diverso.
Diverso...
- E tu ripetilo... - Si sorprese a chiedere con un filo di voce.
Una risposta che lo spiazzò. Era preparato ad un litigio feroce, a sentirsi riattaccare il telefono, a tutto, tranne questo. Deglutì, come se le parole si fossero annodate alle sue corde vocali di jazzista, decise a non staccarsene mai più. A soffocarlo forse, se non fosse intervenuto il suo cuore a salvarlo sciogliendo quel nodo. - Ti amo Failam. - bisbigliò.
Dall'altra parte ci fu silenzio.
Lei si era seduta sul divano e stringeva il telefono con forza, come se avesse paura che cadesse in terra o che qualcuno glielo portasse via in quell'istante.
Una vocina le suggeriva di liberare il suo cuore e considerare quel sentimento, sincero, che la stava investendo con tutta la sua veemenza.
Dall'altro, la sua mente, timorosa di cadere in errore, tirava il freno.
- Domani sera non ho nulla da fare... Tu... lavori? - Un giusto compromesso, accettare di vederlo.
A Sharkey mancò il fiato, poi un largo sorriso si fece spazio sul suo volto. - Posso ottenere un cambio di turno. Ci sentiamo domani per la conferma. - disse sforzandosi di celare, almeno in parte, l'entusiasmo di cui era partecipe e che forse l'altra avrebbe giudicato eccessivo.
Nome: Brandy MacKenzie
Nome: Roderick Gallagher
Nome: Philip Gallagher
Nome: Zachary Sullivan
Nome: Failam
Nome: Rupert McBridge
Nome: Sian Guinevere Houston.
Nome: Chad Lafferty
Nome: Dahlia Flaherty
Nome: June O'Shannon
Nome: Nicholas Martin/Grant
Nome: Sarah Martin/Grant
Nome: Leslie Flaherty Gallagher
Nome: Robert Gallagher
Nome: Jack Gallagher
Nome: Destiny Nafar Gallagher
Nome: Christine Flaherty
Nome: Gillian Flaherty
Nome: Julieta Romero
Nome: Miguel Hanson
Nome: Cordell O'Reilly
Nome: Crystal Ferguson
Nome: Dwight Keaton
Nome: Gregory O'Neill
Nome: Guinevere Elaine O’Connor
Nome: Hanna McBridge
Nome: Henry Swift
Nome: Jasper Houston
Nome: Jeff O'Malley
Nome: Kathy Bishop
Nome: Leonard
Nome: Elizabeth O'Hara
Nome: Lydia Clissman
Nome: Merinda Baümm
Nome: Michael Donnelly
Nome: Patrick Brennan
Nome: Theresa Wheeler






















