- Benvenuti al Grand Hotel. - pronunciò Sarah nel momento in cui la coppia di coniugi Roseburn varcò la soglia della hall. Stava dritta in piedi, impettita e con le mani incrociate all'altezza delle cosce, a fianco del direttore dell'albergo, il quale le aveva precedentemente illustrato chi fossero gli illustri ospiti che stavano aspettando.Poche centinaia di metri all'esterno, ad altrettanti minuti dalla campanella che segnava la fine delle lezioni, Rowena Delgany, trascinava quasi letteralmente con sé l'amica e compagna di scuola Dylis.
- Tu non puoi immaginare chi sia lui, - le disse nell'affanno della corsa spericolata verso l'hotel. - Dio, speriamo che non sia troppo tardi. -
Dylis stringeva la mano dell’altra più per timore di ruzzolare per terra che per l’emozione di incontrare un signore di mezza età.
- Ho letto qualcosa… Row… Non è in partenza, sarebbe impossibile arrivare tardi! - tentò di obiettare, chiedendosi se stesse calpestando l’asfalto o se Rowena l’avesse letteralmente sollevata di peso.
Avrebbe desiderato aggiungere che sua madre lavorava proprio in quello stabile, che se l’avesse vista niente le avrebbe risparmiato la ramanzina e come se ciò non fosse bastato, il Grand Hotel apparteneva ai Brennan e non era ancora certa di cosa significasse.
Seren O’Brien, ignara degli spostamenti della figlia, aveva appena terminato di lucidare la suite designata alla coppia di ospiti, era stato raccomandato a tutto il personale di arieggiare la stanza da letto, di cambiare le tende e persino di aggiungere nel frigo bar una bottiglia di acqua naturale, la sola bevanda che la signora consumasse negli alberghi.
- Mi aspetto delle mance all’altezza della loro fama.- aveva mormorato Seren, salutando in fretta Ian che s’era trattenuto nei paraggi non certo per caso.
L’ascensore avrebbe dovuto portarla sotto la hall, invece, l’indice finì col premere il tasto sbagliato.
Albert e Guinevere erano intenti a ringraziare il direttore e Sarah, il primo soffocava a stendo gli sbadigli per poi scusarsi con un certo la disagio, la seconda aveva un aspetto sereno, rilassato anche se formale, era più ciarliera del compagno e si informò unicamente degli orari dei pasti.
Dylis fu scaraventata nella hall nel preciso istante in cui Seren osservava rassegnata la porta schiudersi davanti al suo volto; i loro sguardi si incrociarono malgrado la distanza e fu bizzarro come entrambe riuscirono a trovarsi in una manciata di secondi.
- Oh… Mamma. - sospirò sfinita la ragazzina.
Rowena non aveva badato all'incontro e le parole dell'amica non le sembrarono nulla di più che un'esclamazione come un'altra. In punta di piedi, cercava di guardare oltre la donna che si era parata loro dinanzi, riuscendo a percepire le sagome di spalle di una coppia appena congedata da un uomo ed una donna con le divise e le insegne dell'hotel.
- Forse sono loro, - disse con enfasi, strattonando la manica del maglione della O'Brien e solo allora, guardandola in viso, si accorse che l'espressione che aveva stampata in viso potesse derivare da qualcosa che non concerneva la corsa fino a lì.
Seren fissò entrambe le studentesse, dimentica del proprio ruolo di inserviente e calata nei più noti panni materni, inclinò la testa d’un lato e la voce divenne un severo e chiaro ammonimento: - Dylis, che strano, non mi avevi fatto firmare il permesso per una gita al Grand Hotel - iniziò osservandola - Né, mi pare, ti ho dato appuntamento qui. La domanda è: cosa ci fate… E parlo a tutte e due - calcò bene l’ultima frase e squadrò la fanciulla magra come non lo era stato neppure Patrick nei periodi di chemioterapia che faceva sembrare Dylis un monumento alla prosperità, una statuina preistorica vista in qualche museo - Cosa ci fate qui? Quanti adulti sanno che siete qui? A cosa dobbiamo la vostra visita?-
-Oh… Mamma! - la O’Brien lanciò un’occhiata disperata a Rowena - Siamo nei guai, anche se scendesse chissà chi dal cielo, io sarò in punizione sino a quanto sarò vecchia cadente, insomma sino quando avrò quarant’anni! - si lamentò, indecisa se rimanere accanto alla madre o avvicinarsi ai due indicati dall’amica.
- Signora O'Brien, - intervenne Rowena spostando la propria attenzione su di lei. - Non siamo scappate da scuola, - disse indicando la pendola nella hall - almeno, non durante le ore di lezione. La prego, vorremmo incontrare i coniugi Roseburn! Conosce Guinevere O'Connor? È di Wicklow! - continuò ancora con una punta di orgoglio nella voce portando una mano al petto - È lui che l'ha resa una modella di fama internazionale, a suo tempo... -
Guinevere aveva seguito distrattamente la bizzarra scenetta all’ingresso, occupata com’era a controllare che la borsa dei regali non avesse subito danni durante gli spostamenti, quando le giunse il proprio nome allungò una mano e sfiorò la manica di Albert.
Avanzò, elegante ed altera, i boccoli fulvi che le incorniciavano l’incarnato pallido, le labbra increspate in un lieve sorriso, le mani congiunte in grembo; a Dylis parve simile a Galadriel, la Signora di Lothlórien, la misteriosa e splendente Dama, ovunque conosciuta per la sua beltà nobile e fiera.
- Buongiorno. - salutò con naturalezza le tre donne, le guardò ma non indugiò inopportunamente: - Sono Guinevere O’Connor, mi stupisce che qualcuno si ricordi dei miei trascorsi, intendo delle ragazze che potrei avere per figlie; sono nata qui e si può ben notare da come parlo! - tese la mano, prima alla cameriera, essendo l’adulta e poi alle ragazzine: - Albert mi ha aiutata, sì… Ma amo pensare di avere un po’ di merito. Non credi, signore? - si volse un istante per sentire la risposta.
Roseburn inclinò la testa d’un lato: - Per quanto perfetto possa essere un panorama, chi mai se ne accorgerà se nessuno gli presta attenzione, signora? - ribatté con un mezzo sorriso. Dylis si chiese perché una creatura bella e giovanile fosse accompagnata da un uomo anonimo, un comune mortale di Rohan o di Gondor.
- Salve, spero di non disturbarvi… Sono Albert Roseburn - allungò a sua volta la mano.
Seren O’Brien evitò di volgersi in direzione di Sarah, si limitò a presentarsi nonché a scusarsi per l’impertinenza delle giovani, come se fossero tutte e due sue.
- Si figuri! - minimizzò Guin: - Alla loro età, era un’ impresa farmi stare seduta e detestavo la mensa, era sempre una fuga da quei tavoli. Dylis e Rowena, avete dei nomi belli quasi quanto voi! - aggiunse con materna sincerità.
- Io non posso dirlo, perché sarebbe illegale, mi limito ad annuire. - rispose Albert.
Erano effettivamente graziose, la più bassa aveva capelli castani foltissimi, un sorriso radioso e l’aria furba e dolce di una persona non del tutto cresciuta, a dispetto delle forme del corpo; la seconda era simile ad una diva delle passerelle, una magrezza ascetica e un’espressione indecifrabile ma sicuramente non allegra o vivace. Erano il giorno e la notte, persino la cameriera era decisamente bella.
Guinevere, al contrario, vide un’adolescente perfettamente sana e ben lontana dai sogni di gloria e un’altra più cupa, che sbocconcellava quanto bastava per sopravvivere, che sognava una vita differente dove fosse notata, apprezzata, amata. Non rivide propriamente se stessa in Dylis e Rowena, era stata a tratti problematica ma sempre troppo vezzeggiata per cadere in depressione.
- Signora O'Connor, è davvero un'onore per me conoscerla! - esclamò Rowena porgendo la mano a lei per prima e poi al consorte. - Perdonate l'intrusione, ma ho saputo del vostro arrivo da un rotocalco locale. Lei è sempre bellissima. È un uomo davvero fortunato, signor Roseburn, - tacque, come se avesse terminato saliva e parole, con un sorriso stampato in faccia che non nascondeva però l'emozione e l'imbarazzo, mentre il cuore le sobbalzava nel petto.
Sarah lanciò un'occhiata al direttore ancora al suo fianco, poi osservò le due adolescenti con l'occhio di madre, cercando di immaginare come Destiny sarebbe stata alla loro età, quando l'avrebbe raggiunta. La scena la divertiva: la ragazza più magra guardava la signora distinta come se avesse appena incontrato un qualche divo del rock e Seren aveva tutta l'aria di essere stata tirata in ballo da uno scherzo del destino. Perfido.
- È un'attrice? - chiese sottovoce all'uomo accanto a sé.
- Un'ex modella. - rispose il direttore.
Il campo della moda era pressoché sconosciuto alla Grant ed ella si strinse nelle spalle, restando ancora in attesa di poter conferire di nuovo con la illustre coppia di ospiti per far concludere le procedure per l'assegnazione della suite. I bagagli, però, erano stati già fatti portare al piano.
Seren si lasciò sfuggire un sospiro fugace e rassegnato, mentre Dylis pareva non curarsi troppo del discorso che avrebbero affrontato, una volta a casa.
- Cosa possiamo fare per queste aggraziate creature? - chiese Albert, soppesando la possibilità che fossero entrambe interessate ad un futuro sulle passerelle o nel cinema.
Dylis batté l’amica sul tempo - Non sarebbe il caso di ristampare i manuali di Gary Gygax, magari in edizione deluxe?- propose entusiasta.
- Non le… - cominciò a scusarsi la madre.
Albert annuì: - Se potessi farlo, non mancherei, purtroppo i suoi lavori non posso essere riprodotti dalla mia casa editrice, mi spiace - rispose con garbo, riuscendo persino a sembrare paterno. Guinevere non conoscendo l’autore, si rivolse a Rowena: - Un onore, per me, conoscere le nuove leve di Wicklow Town. Hai qualche ristampa da consigliare?- la voce assunse un tono giocoso, eppure sapeva la risposta, era quella che aveva agognato lei per lunghissimo tempo ma non era la stessa cosa, la donna scorgeva qualcosa in più nello sguardo della giovane e se fosse stata sua madre, avrebbe provato paura e dolore.
- Sarei onorata di poterlo essere, - replicò la Delgany chinando appena il capo in un moto di disagio. - Allo stato attuale non ho avuto ancora la fortuna di essere richiamata dopo la presentazione di un book. In quanto ai libri, - indicò l'amica, dimenticandosi completamente anch'ella della presenza di Seren - è lei l'esperta. -
- Se hai un book, mi piacerebbe dargli un’occhiata - disse serio Albert, poi si concentrò su Rowena: - Certo, dovrei sapere cosa ne pensano i tuoi genitori in merito, perché questo è un campo minato, ma stanno cercando volti giovani per le sfilate autunnali, quindi parlane in famiglia e vediamo il Book. -
L’uomo ignorò totalmente lo sguardo perplesso di Guin e l’aria scettica di Seren, le sole a vedere qualcosa di preoccupante in quella magrezza ostentata.
- La ringrazio, signor Roseburn! - la giovane dai capelli rossi pareva sprizzare gioia da tutti i pori. Sembrava proprio che in quel momento ogni sacrificio compiuto fino ad allora stesse per dare alla luce i frutti agognati. Estrasse dal proprio zaino un diario dalla copertina rosa, ed aperta una pagina a caso, lo porse a Guinevere con una penna - Signora O'Connor, potrebbe farmi un autografo? -

Nome: Brandy MacKenzie
Nome: Roderick Gallagher
Nome: Philip Gallagher
Nome: Zachary Sullivan
Nome: Failam
Nome: Rupert McBridge
Nome: Sian Guinevere Houston.
Nome: Chad Lafferty
Nome: Dahlia Flaherty
Nome: June O'Shannon
Nome: Nicholas Martin/Grant
Nome: Sarah Martin/Grant
Nome: Leslie Flaherty Gallagher
Nome: Robert Gallagher
Nome: Jack Gallagher
Nome: Destiny Nafar Gallagher
Nome: Christine Flaherty
Nome: Gillian Flaherty
Nome: Julieta Romero
Nome: Miguel Hanson
Nome: Cordell O'Reilly
Nome: Crystal Ferguson
Nome: Dwight Keaton
Nome: Gregory O'Neill
Nome: Guinevere Elaine O’Connor
Nome: Hanna McBridge
Nome: Henry Swift
Nome: Jasper Houston
Nome: Jeff O'Malley
Nome: Kathy Bishop
Nome: Leonard
Nome: Elizabeth O'Hara
Nome: Lydia Clissman
Nome: Merinda Baümm
Nome: Michael Donnelly
Nome: Patrick Brennan
Nome: Theresa Wheeler






















